Situato lungo il canale dei Molini, che segue l’antico tracciato della Via Selice, di origine romana, l’edificio presenta una lapide in cotto ormai illeggibile nel prospetto Ovest, nella quale il Quadri aveva scorto la data del 1512.
A pianta rettangolare il Mulino poggia su due arconi a sesto leggermente ribassato che coprono interamente l’alveo del canale che lo attraversa; nell’interno due archi a tutto sesto sottolineano l’atrio d’ingresso che si apre su locali con solai a volticelle; al primo piano si accede attraverso una scala a due rampe in cotto. La muratura è in laterizio con mattoni a faccia vista con basamento a scarpa. Le coperture presentano struttura in legno e manto in coppi. Nel prospetto Nord un portico, con pilastri a sezione quadrata posti su un basamento che serve da parapetto, inquadra la porta di ingresso e tre finestre; al piano superiore vi sono quattro finestre asimmetriche. Il prospetto Sud non presenta caratteri di rilievo. Sul prospetto Ovest sono presenti tre finestre, una mezza arcata a tutto sesto inglobata nella muratura e la lapide in cotto con iscrizione quasi illeggibile. L’edificio storico è affiancato da manufatti costruiti negli anni cinquanta a servizio dell’attività produttiva ora in disuso. Nel fabbricato degli anni Cinquanta sono ancora conservati i vecchi macchinari.

