Il complesso edilizio della Fabbrica Baratta era destinato alla produzione di conserve di pomodoro. La sua origine risale agli anni 10/20 del secolo scorso quando ricadeva ancora all’interno del comune di Eboli. L’insieme originario era costituito da una serie di strutture ad uso produttivo raccolte intorno ad uno spiazzo funzionale ma in grado di esprimere una sua centralità proiettata poi all’esterno dalla “palazzina” che inquadrava un ampio viale di accesso.
Oggi dell’originario complesso industriale è visibile una tettoia in lamiera e quattro capannoni, fatiscenti ed abbandonati, realizzati con strutture in calcestruzzo armato e copertura metallica, immagine residuale dell’antico opifìcio.
Decisamente più interessante, meglio conservata nella sua consistenza originaria e nella conformazione architettonica è la “palazzina dell’ex fabbrica Baratta”. Si tratta di un piccolo edificio di impianto simmetrico leggermente ad H con le ali corte che inquadrano un corpo centrale segnato dalla presenza del portale di ingresso.
L’ampia balconata aggettante posta al piano primo si distingue per una raffinata ringhiera in ferro lavorato con motivi floreali. Il tetto è in legno con manto di tegole del tipo marsigliese (questo fu completamente distrutto dai bombardamenti e quindi ricostruito nel successivo dopoguerra). Con un intervento successivo una pitturazione di tipo sintetico ha ricoperto gli intonaci originari.
All’interno gli elementi costituitivi risentono degli usi che si sono succeduti nel tempo; il grado di conservazione è piuttosto scarso e riguarda le componenti di finitura e gli elementi strutturali a cominciare dalle mensole dei balconi aggettanti in calcestruzzo armato.
In posizione arretrata, adiacente ad uno dei quattro capannoni, sono visibili i resti dell’antica ciminiera in mattoni di cotto, oggi simbolo della storia industriale di Battipaglia. Si tratta di un elemento residuale rispetto all’intero originario parzialmente crollato a seguito dei richiamati bombardamenti del 1943.