La poderosa costruzione del Monastero e della Chiesa di Santa Maria del Soccorso, oggi dedicata a San Francesco da Paola, sorge in una posizione strategica nei pressi di Porta Matera, a ridosso delle mura della cinta urbana di Altamura. Consacrato come monastero di Clarisse di Santa Maria del Soccorso da Papa Clemente VIII Aldobrandini il 9 Giugno 1956, il complesso monasteriale era costituito dalla Chiesa di Santa Maria del Soccorso con annesso il campanile, un chiostro, un dormitorio, un refettorio, giardini e orti e vi accedevano soltanto le fanciulle dotate di una cospicua dote, quindi appartenenti a famiglie nobili della città e dei dintorni. Con l’accrescersi del numero di monache all’interno del complesso si rese necessario l’ampliamento della struttura e la costruzione del piano superiore nel 1640. Tra il 1694 e il 1699 il giardino fu cinto da due bracci di celle e a causa dell’impossibilità di estendersi su tre lati l’ampliamento si erse al di là del muro di cinta e nel 1700 fu ampliata anche la chiesa, attraverso una ricostruzione integrale terminata nel 1723. Nel 1867 nei locali dell’ex monastero fu istituito l’asilo Principessa Margherita volto all’educazione dei bambini più poveri della città. Nel 1869 e tra il 1885 e il 1887 furono costruiti alcuni locali a piano terra sull’attuale via Garibaldi a scopo redditizio per sostenere il mantenimento dell’asilo. Nel 1914 e nel 1926 furono costruiti sul lato ovest, presso l’odierna via Colombo, altri locali redditizi. Fino agli anni Quaranta del Novecento l’edificio subì ulteriori modifiche e assolse alla funzione di ospedale militare, per tornare nel 1946 alla destinazione d’uso di asilo che ha mantenuto fino al 2001. Nonostante le trasformazioni e i restauri distruttivi subiti nel corso del tempo, il complesso conserva una stratificazione leggibile. Di pregio notevole il portone di ingresso incorniciato da un arco decorato con bugne a cuscino e una voluta in chiave, attraverso cui si accede al vestibolo voltato a stella. Attorno al chiostro al piano terra si sviluppano i corpi di fabbrica dell’originario impianto ottocentesco. Del primo piano resta solo una stanza decorata da un ciclo di affreschi seicenteschi. Nel portico attorno al chiostro, originariamente costituito da diciotto colonne, le colonne rimaste sono nove sul lato sud e ovest, si ergono su un alto basamento e sono decorate da capitelli compositi a volute e foglie d’acanto.