Nel molto discosta dalla collina Punta La Guardia, leggermente a Nord di questa, venne edificata nel 1914 la direzione locale: trattasi di un fabbricato a pianta rettangolare realizzato in muratura di pietrame, su due livelli ed un’area cantina sulla porzione Sud, successivamente adibito ad abitazione per il Capo Servizio del trattamento (piano terra) e per quello della miniera (I° piano). Al piano superiore si accede attraverso un’ampia e rifinita scala a tre rampe posizionata sulla mezzeria del prospetto occidentale, completata da una ringhiera in metallo lavorato e corrimano in legno. Cessato nel 1983 l’uso abitativo vi vennero stabiliti servizi tecnici di supporto all’impianto di trattamento dei minerali: nel 1998, con la sospensione delle attività estrattive e di trattamento dei minerali venne dismessa da qualsiasi utilizzo, incominciandone la ininterrotta decadenza strutturale; ancora oggi è comunque rilevabile la fattura pregevole dell’edificio, impreziosito da un modesto corpo in aggetto sul prospetto occidentale e un balcone su quello orientale. Rifiniture marcapiano segnano tutti e quattro i prospetti accrescendo la gradevolezza dell’aspetto; il cedimento di parte della copertura in tegola sarda a più falde, l’inefficienza o mancanza totale degli infissi esterni, ne accelerano purtroppo il degrado.
In prossimità dell’edificio della Direzione fu edificato nel 1931 un fabbricato ad uso del personale tecnico impegnato in sottosuolo: Capo Servizio, assistenti tecnici, segretario di cantiere, ufficio topografico-cartografico e, alle scadenze stabilite, ufficio paghe. L’edificio è a pianta rettangolare, realizzato in muratura di pietrame e sviluppato in un’area mono-piano leggermente rialzata dal piano di campagna, ed una zona cantina ricavata nella sola estremità meridionale. Vi si accede dall’esterno per un’ampia scala (posizionata sul prospetto occidentale) di cinque gradini molto ben rifiniti ed un portone a due ante che immette sul corridoio centrale; gli infissi esterni sono in legno corredati di tapparella sempre in legno; la copertura si sviluppa in quattro falde di tegole tipo sardo, ancorate a struttura portante in orditura di travi e correnti in legno: si presenta compromessa in più punti non trattenendo le infiltrazioni d’acqua. Cessato l’uso ufficio il fabbricato venne impiegato come archivio cartografico di miniera: dal 2005 può dirsi in un effettivo stato di abbandono.

