Con breve di Clemente X nel 1674 si stabiliscono a Massa Lombarda i frati minori riformati su un terreno donato da Chiara de’ Rossi di Ferrara. La prima pietra è posta il 17 giugno 1674. A convento quasi ultimato, nel 1683, si trasferirono i primi frati. Nel convento, che poteva ospitare non più di 18 frati, era aperta tutto l’anno una scuola di Filosofia e Morale per i giovani massesi che intendevano dedicarsi alla carriera ecclesiastica.
La chiesa, edificata su disegno di Padre Angelico da Bologna, era dedicata a Sant’Antonio da Padova ed aveva una sola navata con cinque altari e quattro cappelle dedicate a S. Francesco di Paola, al SS. Crocefisso, a S. Giovanni Battista e a S. Francesco d’Assisi, all’entrata un maestoso portico di cinque archi.
Nel 1743, sessant’anni dopo la sua costruzione, un poderoso incendio distrusse gran parte del convento, ma la carità dei massesi venne incontro alle necessità dei religiosi che, aiutati da cospicue sovvenzioni, negli anni successivi furono in grado di porvi riparo. Nel 1810 anche questo convento soggiacque alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi, così mancando l’officiatura, il demanio decretò in un primo tempo la demolizione dei fabbricati, poi mise tutto all’asta. Nel 1812 ad acquistare l’intero complesso fu l’ing. Giovanni Battista Martinetti di Bologna con il quale cominciò la demolizione per trarre guadagno dalla vendita del materiale edilizio ricavato. Il poco rimasto fu demolito nel 1816. A seguito della caduta del Primo Impero Francese, la Restaurazione ripristinò lo “status quo ante”. I massesi, col preciso intento di riavere nella loro terra i francescani, riacquistarono i terreni su cui sorgeva il precedente convento, facendone dono a frati che, sulle fondazioni della vecchia chiesa, nel marzo del 1834, cominciarono a riedificarne una nuova. Fu dedicata anch’essa a S. Antonio da Padova e venne terminata nel 1849 su disegno dell’architetto imolese Giuseppe Magistretti.
Una volta terminata, essa risultava lunga 35 metri e larga 18, sempre con due cappelle per lato e con altari dedicati all’Immacolata Concezione, al SS. Crocefisso, alla Beata Vergine della Provvidenza e a San Francesco di Paola. Il portico innalzato sulla facciata era ridotto a tre soli archi.
Il convento viene definitivamente abbandonato nel 1921.
Nel 1946 l’amministrazione comunale autorizzò la demolizione della chiesa. I mattoni recuperati servirono alla Cooperativa Muratori per costruire le prime quattro case popolari della nuova via Gramsci, ad ovest del paese, avvalendosi dei finanziamenti concessi dal Piano Marshall. Oggi quel che rimane del grande complesso religioso è in evidente stato di fatiscenza.

