Nel primo Novecento ha luogo lo sviluppo del tessuto urbano, con impianti industriali in cui il processo produttivo viene schermato da prospetti di facciata di carattere aulico. Gli imponenti volumi della fabbrica riprendono uno schema «a cattedrale» con una grande navata centrale illuminata sia superiormente che lateralmente e due navate contigue più basse, mentre in facciata si apre una grande finestra centrale tripartita. I decori sono minimali ed è semplificata la tipologia «hortiana» nei ricorsi alternati di mattoni e pietra grigia. Le strutture dell’edificio sono caratterizzate da tralicci in ferro. Nei capannoni di via Modena, Fenoglio si avvale di forme meno fantasiose. Il rosso del mattone che riveste i capannoni è interposto ai conci bicromi dei cornicioni aggettanti. Sorgono sull’angolo fra via Modena e via Perugia due palazzine uffici che riprendono i caratteri neoromanici. La manica su via Foggia è costituita da un basso fabbricato con una teoria di finestre curate nel disegno. Attualmente la facciata a capanna dell’ex stabilimento appare controventata da ponteggi e da corso Verona è visibile l’orditura metallica della struttura in ferro superstite. L’area interna appare delimitata da paratie di cantiere che interdicono l’accesso. Lo stato di conservazione dell’edificio è stato verificato con sopralluogo effettuato nel novembre 2022.

