La Rocca di Bosco è attestata già nel 1240, anche se il suo atto di costruzione sembra essere assai più tardo, presumibilmente della fine del Trecento.
Nel XVI secolo viene restaurato il mastio (che era la struttura principale della rocca, tanto che essa viene indifferentemente chiamata nei documenti “castello” o “torre”) e rinforzata la base dei torrioncelli angolari “che non vengano dall’acque che cadono dal cielo e da quelle che sorgono dal terreno che gli è sotto, ruinati“. Il tutto viene fatto “con spesa molto grande“. Ma i successori di Filippo Maria, i figli Marsilio e Camillo, non hanno la stessa sollecitudine dal padre nei confronti dell'”alto Bosco“. Infatti un inventario databile al 1550, descrivendo i beni dei Rossi, dice: “Al Bosco, un castello murato con la sua corte dentro; verso la Parma il poggio e il Castello minacciano ruina“. Già ai primi dell’Ottocento non esistevano più che “poche reliquie della torre quadrangolare, ed altri fondamenti“.
Oggi restano ancora visibili le mura perimetrali su tutti i lati e parte della torre. I resti della Rocca di Bosco, risalente alla fine del XIV secolo, è una importante testimonianza dell’assetto difensivo rossiano del territorio dell’alta Val Parma.
