La villa Spisani-Pepoli, indicata anche con la denominazione di “Pavanelli-Spisani” o “Villa Federica”, è ubicata in via Gioacchino Pepoli, nella località di Stellata. Le fonti riportano informazioni riguardo le vicissitudini dell’immenso feudo estense della Stellata il quale passò in dote alla famiglia Contrari. Fu, infatti, Ercole I Contrari ad edificare il nucleo più antico della villa. Successivamente si ha notizia che tale Ercolino Contrari morì in Ferrara nel 1575 e il Duca Alfonso II d’Este ereditò quasi tutte le sue terre, la restante parte venne ereditata da Laura Contrari moglie del conte Licinio Pepoli. Da questo momento la famiglia Pepoli gestirà le proprietà situate nel borgo, insieme alla villa, operando numerosi interventi tra cui uno di generale trasformazione del borgo ricordato da una lapide della torre campanaria in p.zza Pepoli, attestato all’anno 1655. In tempi più recenti seguì ai Pepoli la famiglia Gaddi e infine i Pavanelli Spisani. La villa Spisani-Pepoli conserva ancora quel valore rurale rappresentato dai rapporti tra l’edificio padronale, la campagna di proprietà, con i suoi canali, il viale alberato di accesso e le terre coltivate, e le diverse pertinenze funzionali alla gestione della proprietà, che in passato era proprio dell’antico borgo della Stellata, interamente posseduto dai Contrari.
Il complesso edilizio comprende una serie di edifici dislocati in un ampio spazio a giardino e cortile: la villa padronale, con gli edifici porticati sul fronte urbano conclusi dalla torretta dell’orologio, la torre e, più distanziati, la casa del fattore e il magazzino del sale.
Quest’ultimo, risalente al XVI secolo, si presenta con semplice e ampia forma a capanna, caratterizzata da imponenti muri perimetrali in mattoni a vista, scanditi da finestre regolari e da uno sporgente cornicione a semplici modanature rette. All’interno si conservano gli snelli pilastri in mattoni, alcuni piani moderni in acciaio e voltine di mattoni, mentre il resto dei livelli e il coperto sono crollati nel tempo. Sulla facciata esterna si riconosce una sorta di lastra in pietra sagomata in tre quadranti, diversamente sporgenti, che viene nella tradizione orale legata alla famiglia dei Contrari.
Attualmente solo il magazzino risulta in stato di abbandono.