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DIREZIONE GENERALE ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO Ministero della Cultura

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MAGAZZINI – VILLAGGIO SA DUCHESSA

MAGAZZINI – VILLAGGIO SA DUCHESSA

Indirizzo: Località Sa Duchessa. Domusnovas

Comune: Domusnovas

Provincia: Sud Sardegna

Regione: Sardegna
Architettura / Magazzino

VILLAGGIO DI SA DUCHESSA, DOMUSNOVAS (XIX SEC. – XX SEC.)

Il villaggio nasce contestualmente alla scoperta della miniera omonima avvenuta nel 1870 da Angelo Nobilioni il quale la cedette successivamente alla Società Civile delle Miniere di Iglesias.
La miniera aveva una estensione di 290 ettari e fu adibita principalmente all’estrazione dei minerali di piombo e zinco argentifero. Negli anni ’30 iniziò anche l’estrazione del rame.

La miniera e il villaggio prendono il loro nome dalla località in cui sorgono, ovvero quella di S’Arcu de Sa Duchessa situata a nord del paese di Domusnovas. All’epoca delle prime concessioni minerarie, verso la metà del 1800, la zona era anche nota con il toponimo di Sa Cea Spremi.
L’ attività estrattiva proseguì fino al 1971, anno in cui gli impianti vennero definitivamente chiusi.

Nei primi anni dalla sua costruzione il villaggio era composto da pochi edifici essenzialmente adibiti ad uffici e alloggi per il personale.
Successivamente con lo sviluppo della miniera al villaggio si aggiunsero nuovi fabbricati, tra cui la mensa, l’infermeria e lo spaccio. Oggi del villaggio rimangono solo i ruderi, degli edifici sono riconoscibili le officine e i locali di deposito della miniera, sono i primi che si incontrano lungo la strada nella parte bassa del villaggio.

Le officine sono riconoscibili per il prospetto a doppia capanna con quattro grandi aperture caratterizzate dalle arcate a tutto sesto, un tempo chiuse da grandi cancelli in ferro battuto. Il locale a pianta rettangolare è privo di copertura, con muri perimetrali in pietra e laterizio.

Accanto alle officine di deposito, sul lato destro, si notano i resti di una serie di piccoli caseggiati a schiera su un unico piano, si trattava di alloggi nei quali temporaneamente viveva anche il capo servizio.

Adiacente alle officine, sul lato opposto, si trova un secondo edificio a pianta rettangolare che si sviluppa su due piani con tetto a doppia falda, anche in questo caso la copertura è crollata, si tratta di un locale che ospitava gli alloggi. Caratteristico il decoro rettangolare con cornice a rilievo che si estende lungo tutto il prospetto principale il cui contenuto non è più visibile. Sulla facciata principale sono presenti quattro aperture rettangolari al piano superiore, mentre al piano terra le aperture dovevano essere quattro più due ingressi, oggi la parte bassa dell’edificio è ricoperta dalla vegetazione e non più visibile.

Davanti alle officine, sul lato opposto della strada si intravedono i resti del locale che era adibito a spaccio. Proseguendo, dopo una curva a destra e una breve salita, ci si ritrova sulla destra altri tre edifici disposti a cascata lungo il pendio della collina.

Il primo partendo dal basso collocato proprio alle spalle delle officine di deposito era la foresteria, un caseggiato a pianta rettangolare su due piani, con sei aperture rettangolari sul prospetto principale al piano primo e cinque al piano terra più l’ingresso. Sul prospetto laterale erano presenti sei aperture quadrate suddivise sui due piani, della copertura a padiglione originale non esiste più nulla.

Il secondo edificio lungo il pendio di cui oggi rimangono davvero pochi resti ospitava gli uffici, lo si riconosce perché sviluppato tutto su un unico piano, a pianta rettangolare e con sei grandi aperture di forma quadrata, al centro una pensilina coperta conduce all’ingresso principale.

Alle spalle degli uffici si erge un ulteriore caseggiato che era la casa del vicedirettore, anch’esso a pianta rettangolare, diviso su due piani, con tetto a doppia falda contraddistinto dalle singolari aperture a T al piano terra. Sulla sinistra si trova infine l’imponente edificio della direzione, oggi di proprietà privata, con pianta quadrata e tetto a doppia falda. Sulla facciata principale è evidente il distacco degli intonaci che espone alla vista la pietra con cui sono realizzate le strutture murarie.
Sul lato sinistro dell’edificio è ancora visibile la balaustra che doveva delimitare l’ampia terrazza con vista sul giardino antistante.

Proprio sotto alla direzione, dove oggi è visibile solo una rigogliosa vegetazione, sorgevano gli impianti di trattamento e quelli metallurgici, realizzati prevalentemente in lamiera di cui oggi non resta più nulla.

Proprietà: Pubblica
Regime tutela: Tutela Ope Legis
Stato di conservazione: Rudere
Ambito cronologico secolo: Da XIX a XX
Immagine relativa a MAGAZZINI – VILLAGGIO SA DUCHESSA
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